Tracciabilità delle merci in magazzino: come funziona e perché è utile

tracciabilità magazzino

Ordine e controllo: cosa garantisce la tracciabilità in magazzino 

Sai davvero dove si trova ogni prodotto nel tuo magazzino in questo momento? Un pallet spostato per liberare una corsia, un reso rientrato a fine giornata, una quantità prelevata e poi rimessa a scaffale: gesti ordinari che, se il sistema non li registra nel momento in cui accadono, lasciano un vuoto che riemerge nei momenti peggiori come un richiamo di prodotto,o un inventario che non torna.

La tracciabilità delle merci in magazzino è proprio questo: sapere dove si trova un prodotto, da dove proviene e quali passaggi ha attraversato, dal ricevimento fino alla spedizione. Da queste informazioni dipendono i tempi di risposta al cliente, la possibilità di isolare un lotto e la qualità dei dati utilizzati durante inventari, verifiche e audit.

Queste interruzioni nascono raramente da disattenzione. Si formano nei picchi di lavoro, nei cambi turno, quando il terminale è lontano dalla postazione o quando la stessa operazione viene svolta in due modi diversi da due squadre distinte.

Nelle aziende che gestiscono migliaia di referenze, però, la distanza tra un magazzino realmente tracciato e uno tracciato solo sulla carta si misura in ore di ricerca, merce ferma e responsabilità difficili da attribuire.

Che cos’è la tracciabilità in magazzino e su cosa si basa 

Tracciare la merce vuol dire poter ricostruire il suo percorso in due direzioni: a monte, fino al fornitore, al lotto e alla data di ingresso; a valle, fino all’ordine, al vettore e al cliente che l’ha ricevuta. In logistica si parla spesso di tracking per il primo verso e di tracing per il secondo. Le due direzioni servono a domande diverse: la prima risponde a “da dove arriva questo prodotto”, la seconda a “dove è finito”. 

Questo livello di ricostruzione si basa su tre elementi.

  • Identificazione univoca: ogni unità che deve essere tracciata viene associata a un identificativo univoco, leggibile tramite barcode, QR code, RFID o altri sistemi previsti dal processo.
  • Punti di lettura nei passaggi critici: la merce viene registrata quando entra, quando viene stoccata, quando viene prelevata e quando esce. Ogni lettura può associare al movimento informazioni come data, ora, ubicazione e operatore.
  • Aggiornamento tempestivo delle ubicazioni: ciò che risulta a sistema deve corrispondere a ciò che si trova fisicamente sullo scaffale. Se una movimentazione viene registrata in ritardo, nell’intervallo tra lo spostamento e la registrazione il dato non rappresenta più la situazione reale.

Vale la pena distinguere due cose che spesso vengono confuse. Documentare vuol dire conservare le carte di ciò che è successo: bolle, registri, moduli firmati. Tracciare vuol dire poter ricostruire un percorso mentre le operazioni sono ancora in corso, senza aprire un faldone. Sono tanti i magazzini documentati in modo impeccabile e tracciati in modo approssimativo, e la differenza si vede sempre nei momenti di pressione.

Quando la gestione è affidata all’esterno questo vale ancora di più. Per chi valuta se esternalizzare la gestione del magazzino, le registrazioni sono lo strumento con cui verificare, giorno per giorno, il lavoro del fornitore.

Come funziona la tracciabilità delle merci, fase per fase 

Ogni passaggio del flusso produce un dato. Presi singolarmente dicono poco, messi in fila raccontano l’intero percorso della merce.

FASE OPERATIVA DATO REGISTRATO COSA PERMETTE DI RICOSTRUIRE
Ricevimento Fornitore, DDT, lotto, scadenza, quantità, stato dell’imballo Provenienza e condizione della merce all’ingresso
Stoccaggio Ubicazione assegnata, data e ora, operatore Dove si trova fisicamente ogni unità di carico
Refilling e movimentazioni interne Ubicazione di partenza e di arrivo Come e quando la merce è stata spostata tra diverse ubicazioni
Picking Ordine, quantità prelevata, ubicazione, lotto Quale lotto è finito in quale spedizione
Spedizione Destinatario, vettore, numero colli, documento di trasporto Chi ha preso in carico la merce e quando
Controlli e inventari Conteggi, rettifiche, motivazione In quale intervallo si è generato uno scostamento

Il punto debole non è quasi mai lo strumento, ma il momento in cui il dato viene inserito. Una registrazione rimandata di due ore lascia scoperto un intervallo in cui la merce si è mossa senza lasciare traccia, ed è esattamente lì che ogni ricostruzione successiva si ferma.

Perché la tracciabilità delle merci conviene all’azienda

Un magazzino tracciato bene significa impiegare meno tempo a cercare un prodotto, avere un inventario più affidabile, e la possibilità di isolare un lotto o gestire un’anomalia senza dover ricostruire tutto a mano. Gli stessi dati permettono di applicare criteri come FIFO (First In, First Out), che fa uscire per primo il prodotto entrato per primo, e FEFO (First Expired, First Out), che fa uscire per prima la merce con la scadenza più vicina indipendentemente da quando è arrivata. Sostengono inoltre una gestione delle scorte tarata sui consumi reali, invece che su stime.

Nel settore alimentare la normativa parla espressamente di rintracciabilità. Gli operatori devono poter identificare chi ha fornito loro un prodotto e a chi lo hanno fornito a loro volta, lungo tutta la filiera. Un sistema interno ben strutturato facilita l’individuazione dei lotti coinvolti e la ricostruzione dei relativi flussi, riducendo la necessità di ricostruire manualmente le informazioni.

Anche in settori come chimica e automotive, dove sicurezza e continuità produttiva hanno un peso particolare, disporre di informazioni affidabili su ubicazione e movimentazioni rende più immediata la ricostruzione dei passaggi effettuati. È un’esigenza particolarmente rilevante anche nella logistica automotive, dove il controllo dei componenti deve accompagnare flussi produttivi molto coordinati.

Come mantenere affidabile la tracciabilità nel lavoro quotidiano

Un sistema di tracciamento vale quanto il gesto quotidiano che lo alimenta. Alcune condizioni fanno la differenza tra un impianto che regge e uno che si sfalda dopo pochi mesi:

  • Registrazione in tempo reale: annotare il movimento nel momento in cui avviene, mai a fine turno o a memoria: è la regola che protegge tutte le altre.
  • Codifica delle ubicazioni: corsia, scaffale e ripiano identificabili in modo leggibile e coerente, anche da chi entra in magazzino per la prima volta.
  • Formazione e continuità dei team: un turnover elevato, se non accompagnato da formazione e procedure condivise, aumenta il rischio di interpretazioni diverse dello stesso passaggio.
  • Inventari ciclici a campione: intercettano le anomalie mentre sono ancora piccole, invece di concentrare tutto nel conteggio di fine anno.
  • Dialogo tra le fasi: in un modello di logistica integrata, ricevimento, stoccaggio, prelievo e spedizione condividono le stesse procedure e lo stesso flusso informativo.

Con Movitrento ogni fase del magazzino resta documentata

La tracciabilità in magazzino si gioca su gesti che si ripetono centinaia di volte al giorno, sempre allo stesso modo. È lì che si vede il lavoro di una squadra stabile.

Movitrento gestisce attività di ricevimento, stoccaggio, movimentazione e preparazione degli ordini all’interno dei magazzini dei clienti. Operiamo dal 1986 nei servizi in outsourcing per imprese e organizzazioni, dalla logistica per la GDO alle attività per il settore chimico e alimentare. In magazzino, la continuità delle procedure è ciò che permette alle informazioni di seguire realmente la merce lungo il processo.

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