Sistemi di stoccaggio in magazzino, dove si decide la resa dello spazio
Quanto costa, in tempo e spazio, aver scelto il sistema di stoccaggio sbagliato?
Una scaffalatura si installa in tempi relativamente brevi, ma può condizionare l’operatività del magazzino per molti anni. Non si sta comprando un impianto, si sta fissando il modo in cui la merce entrerà, si muoverà e uscirà per tutto il ciclo di vita del magazzino.
I sistemi di stoccaggio per il magazzino sono le soluzioni utilizzate per organizzare, sostenere e rendere accessibile la merce durante le attività di deposito e movimentazione, come portapallet, scaffalature per il picking manuale, sistemi a compattazione o soluzioni per carichi lunghi e ingombranti. La scelta dipende soprattutto da tre fattori: il tipo di unità di carico movimentata, quante referenze devono restare raggiungibili in ogni momento e quanto spazio si è disposti a lasciare libero per garantirne l’accesso.
Più si comprime lo spazio, meno si accede facilmente alla singola unità. È questo il compromesso su cui si gioca ogni scelta. I sistemi ad alta densità possono richiedere più movimentazioni per raggiungere la singola unità, mentre quelli ad alta selettività dedicano più spazio a corsie e accessi. Un magazzino con molte referenze a bassa rotazione ha esigenze diverse da uno con poche referenze movimentate continuamente: nel primo caso può pesare di più la densità, nel secondo l’accesso rapido alla merce.
Sbagliare questo equilibrio non si nota subito. Emerge nei mesi successivi, con tempi di prelievo più lunghi, movimentazioni doppie e aree che restano semivuote perché nessun pallet ha le dimensioni giuste. Il magazzino di oggi, poi, raramente è quello di tre anni fa. Un aumento delle referenze, un cambio di fornitore o l’ingresso in un nuovo canale distributivo modificano volumi e rotazioni, e un impianto troppo rigido diventa un vincolo prima del previsto.
Sistemi di stoccaggio, le variabili che contano di più
La scelta di un sistema di stoccaggio dipende soprattutto da unità di carico, rotazione delle referenze, selettività richiesta, spazio disponibile e mezzi di movimentazione utilizzati.
Tra i sistemi di stoccaggio non ne esiste uno migliore in assoluto. Esiste quello coerente con la merce e con il modo in cui viene movimentata. Le informazioni che servono per orientarsi riguardano il magazzino, non il catalogo del fornitore.
La tipologia di unità di carico restringe subito il campo delle soluzioni compatibili. A questo dato va affiancato l’indice di rotazione delle referenze, che distingue ciò che entra ed esce di continuo da ciò che resta fermo per mesi.
Quante referenze devono restare raggiungibili in qualsiasi momento senza dover spostare altro materiale determina invece il grado di selettività richiesto.
Altezza utile e portata del pavimento delimitano poi il campo entro cui si può lavorare. I carrelli già in uso richiedono corsie di larghezza diversa, mentre anche i requisiti di sicurezza e prevenzione incendi possono influire su layout, accessi, distanze e configurazione delle strutture.
Analizzare prima la gestione delle scorte aiuta a dimensionare l’impianto su volumi e rotazioni rappresentativi, invece che su picchi occasionali.
Portapallet, drive-in, cantilever: le soluzioni più diffuse
Ogni sistema risponde a esigenze diverse di merce, spazio e movimentazione: la tabella riassume le soluzioni più diffuse, a cosa sono adatte e cosa considerare prima di sceglierle.
| SISTEMA | ADATTO A | DA CONSIDERARE |
| Portapallet tradizionale | Molte referenze diverse, rotazione media, accesso diretto a ogni pallet | Occupa più superficie in corsie; offre elevata selettività e una buona adattabilità a referenze diverse |
| Drive-in | Poche referenze in grandi quantità, merce omogenea | Alta densità e selettività ridotta; la logica FIFO/LIFO dipende dalla configurazione |
| Scaffalature gravitazionali | Prodotti a scadenza o alta rotazione | Particolarmente adatte a flussi FIFO; investimento più alto e manutenzione dei rulli da programmare |
| Cantilever | Materiali lunghi: profilati, tubi, pannelli, legname | Richiede una valutazione accurata di lunghezze, pesi e modalità di movimentazione dei carichi |
| Scaffalature leggere per picking | Colli sfusi, componenti minuti, aree di preparazione ordini | Portate generalmente inferiori rispetto alle scaffalature per pallet; da coordinare con il layout delle postazioni di prelievo |
| Soppalchi e strutture multipiano | Quando si vuole sfruttare maggiormente lo sviluppo verticale dell’edificio | Richiede verifiche strutturali e incide su percorsi e vie di fuga |
Nella pratica i sistemi di stoccaggio merci convivono all’interno dello stesso capannone: portapallet per il grosso delle referenze, un’area a gravità per i prodotti con scadenza, scaffalature leggere dove si preparano gli ordini. In molti magazzini è utile combinare più sistemi, assegnando alle diverse famiglie di prodotto la soluzione più coerente con rotazione, volume e modalità di prelievo.
Cosa succede dopo l’installazione
Un sistema di stoccaggio ben scelto rende male se il magazzino non lo accompagna. Le ubicazioni vanno codificate e mantenute leggibili, altrimenti la merce c’è ma nessuno la trova al primo tentativo, con le conseguenze che si vedono poi sulle differenze inventariali di fine anno.
Le strutture, inoltre, possono subire urti e deformazioni che ne compromettono sicurezza e prestazioni. Per questo vanno controllate periodicamente secondo le indicazioni del costruttore, le procedure aziendali e gli standard tecnici applicabili, soprattutto dopo un urto o una deformazione visibile.
Conta infine la saturazione. Quando il livello di saturazione lascia troppo poco margine operativo, aumentano le movimentazioni necessarie e diventa più difficile assorbire ingressi o picchi imprevisti. Lasciare margine non è spazio sprecato, ma la condizione che permette di assorbire i picchi senza fermare le operazioni.
Non solo scaffalature: Movitrento gestisce tutto il resto
Prima di modificare i sistemi di stoccaggio del magazzino vale la pena capire quanta resa hanno quelli attuali. Spesso il problema non è la scaffalatura, ma il modo in cui le referenze sono distribuite: articoli ad alta rotazione collocati in fondo, aree di picking sottodimensionate, ubicazioni assegnate senza un criterio stabile.
Chi entra in un magazzino già avviato deve capirne il funzionamento prima di cambiarlo. È il lavoro che Movitrento porta avanti dal 1986. Entra nell’operatività esistente e riorganizza dove serve, valutando ubicazioni, referenze e sistemi di stoccaggio nel loro insieme. Una gestione coordinata di ricevimento, stoccaggio, movimentazione e preparazione ordini, secondo la logica della logistica integrata, permette di leggere il sistema di stoccaggio all’interno del flusso complessivo del magazzino.
Se stai valutando di esternalizzare la gestione del magazzino, contattaci per conoscere i servizi Movitrento dedicati alla logistica e alla movimentazione.

